È un racconto dedicato all’amicizia e alla solidarietà.
Quattro giovani, con problemi diversi, ad un certo punto si trovano a dovere scegliere tra una vita rassegnata e la ricerca di un futuro migliore. Ovviamente questa seonda via comporta dei grossi rischi. Giovanni: studente, piace alle ragazze e spesso si vanta delle sue conquiste. Il papà lo vorrebbe laureato ma nel tenativo di arrivare a quell’obbiettivo trova qualche difficoltà. Salvatore , il più giovane di tutti, ha un padre che si ubriaca e che, a volte, diventa manesco. Per sopperire alle sciocchezze commesse da quest’ultimo, è costretto ad abbandonare gli studi e ad andare a lavorare. Pasquale, il più gioviale, è un venditore ambulante di stoffe. E’ il più grande di età; non ha studiato ma ha molta esperienza ed è il più saggio. Francesco, ventitreenne, orfano di madre e con un papà da accudire, dopo avere tentato diverse strade, opta per l’arruolamento in polizia. Ognuno di loro ha un carattere particolare, frutto dell’educazione ricevuta, che lo porterà ad affrontare i vari problemi, di natura personale, lavorativa e affettiva in maniera diversa. Molto interessante risuluta l’aproccio che ognuno di loro ha con le ragazze e la concezione del rapporto affettivo. Vivranno, unitamente e disgiuntamente, diverse esperienze ed avventure che tempreranno i rispettivi caratteri. Sono gli anni del cambiamento e tutto può accadere.
“Un futuro migliore”: Annibale Falato torna a Guardia Sanframondi con il suo sesto romanzo