Intelligenza artificiale e tradizioni sono due concetti in antitesi, due poli opposti che si osservano dalla distanza circoscrivendo lo spazio in cui si muove l’uomo. E tu? In quale direzione credi sia giusto andare?

Fra intelligenza artificiale e tradizioni bisognerebbe trovare l’equilibrio
L’evoluzione ci allontana sempre di più dalle tradizioni, quelle nate e volute da chi, prima di noi, ha vissuto una realtà pragmatica, fatta di valori, lotte, piccoli traguardi e sostanza. Vite che riesci ancora ad incrociare nelle piccole borgate, nei paesi in cui le tradizioni mantengono ancora il peso dell’esistenza.
È anche vero che, se guardiamo l’altra faccia della medaglia, rimanere radicato alle tradizioni, a retaggi culturali che, oggi, non hanno più un senso logico, significa ancorarsi a qualcosa che non esiste più.
Il progresso, le grandi metropoli, le innovazioni, le tendenze, internet. L’intelligenza artificiale

Elementi che stanno scavando la fossa alle tradizioni, a tutte quelle usanze genuine, fatte di rapporti umani, di contatto con la natura, di sapori che si possono ricercare e ritrovare “ancora” in quei luoghi dove, per fortuna o purtroppo (dipende dai punti di vista) il progresso fa fatica ad arrivare.
Altro che intelligenza artificiale: si stava meglio quando si stava peggio.

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GLI ULIVI
Viviamo nell’era del consumismo, della velocità. Siamo sommersi da impegni, parliamo continuamente di evoluzione e tutto ciò che ci circonda è continuamente in aggiornamento. Ciò nonostante, il progresso comporta un regresso che si specchia nella qualità della vita, nella possibilità di scegliere come spendere il proprio tempo, nei rapporti interpersonali, nel cibo che mangiamo, nella salute. Le tradizioni ci spingono e a ricercare il cibo genuino nelle sagre di paese, i prodotti biologici a kilometro 0, mentre l’evoluzione ci consente di consumare fette di carne sintetica creata in laboratorio. A prescindere dall’etica, credi che stiamo esagerando? O credi che sia una necessità? Personalmente credo che ci voglia soltanto un po’ di buon senso. Dovremmo semplicemente limitare il consumo di certi prodotti alimentari e di tutte quelle inutilità di cui ci circondiamo quotidianamente.
L’era consumistica ci ha insegnato ad acquistare e consumare. Cosa?
Quando andiamo a fare la spesa abbiamo la possibilità di scegliere fra decine e decine di marchi che imbottigliano milioni di litri di acqua minerale che, prima di arrivare sulla nostra tavola, viaggia sui tir per migliaia di kilometri sostando al sole e nei magazzini dei negozi per giorni. Acquistando, paghiamo l’imbottigliamento, l’etichetta, il trasporto, la pubblicità, il servizio dell’esercente finale, tranne che il prodotto stesso, l’acqua, reperibile, magari a qualche kilometro da casa, in quella vecchia fontana, che dovrebbe essere definita patrimonio dell’Unesco, in cui sgorga libera e fresca di sorgente.

Più che di intelligenza artificiale e tradizioni io parlerei di cibo artificiale e contradizioni
Chi non conosce la frase celebre “Dimmi come mangi e ti dirò chi sei”
Il motto di Jean–Anthelme Brillat–Savarin un politico e gastronomo francese che scrisse LA FISIOLOGIA DEL GUSTO. Chissà, oggi, quale quadro “clinico” farebbe l’autore francese rispetto agli alimenti che riempiono le nostre tavole.
La chimica ha trovato spazio per garantire il prezzo competitivo nei supermercati, ha trovato l’argo impiego negli allevamenti intensivi, è diventata la regina nella produzione continua e fuori stagione di prodotti coltivati nelle campagne. Così, i migliori nutrizionisti consigliano un’alimentazione varia, il più possibile, giusto per evitare che le sostanze tossiche presenti in ogni alimento si accumulino e, così facendo, il nostro organismo abbia il tempo si smaltirle! Questo è progresso? Scrivi cosa ne pensi nei commenti…
Intelligenza artificiale e tradizioni seduti a un tavolo a bere vino

Intelligenza artificiale e tradizioni dovrebbero trovare un modo per coesistere. Certi valori, che rappresentano le radici di un sostentamento sano e unico per l’uomo, non dovrebbero cedere spazio a un illogico sistema atto a produrre affari che, a lungo andare, genererà soltanto malessere. Intelligenza artificiale è sinonimo di evoluzione e questa, in quanto tale, dovrebbe attuare una serie di meccanismi da cui trarre profitto non soltanto a livello economico ma in un migliore stile di vita. Quindi, che ben vengano le innovazioni, quelle che ci semplificano le cose, quelle che mettono in moto nuove opportunità di lavoro, relazioni, contatto, ma sempre nel rispetto di una legge divina che non si discute e che non dovrebbe essere strumentalizzata: la legge della natura. La natura dell’uomo e dell’ambiente che ci circonda.
Roberto Puccio