INTRODUZIONE
Terza e ultima parte di Storia di Antonio della Portella
Ed ecco, finalmente, la terza e ultima parte di Storia di Antonio della Portella. La vita di una famiglia di paese, che sembrava già segnata da un banale imprevisto, subisce un totale sconvolgimento. I destini dei membri che la compongono, per cause di forza maggiore, prendono strade diverse; alcuni tragici, altri avventurosi. Antonio è, allo stesso tempo, il protagonista e, indirettamente, la causa di tutto. La sua vita passa da un’adolescenza movimentata con la famiglia adottiva (prima parte) a una gioventù di formazione e crescita (seconda parte), per poi giungere alla nemesi finale di questa terza e ultima parte. Tante avventure e tante vicissitudini si succedono a ritmo incalzante. Personaggi di ogni tipo incrociano la strada del protagonista, dandogli o togliendogli qualcosa a seconda dei casi. Dolore, gioia, delusione, paura e disperazione si alternano nel racconto. Una storia intensa, piena di sorprese e colpi di scena. Un’eterna lotta tra il bene e il male. Quello che dall’avventurosa vita di Antonio scaturisce, comunque, sono tre distinte considerazioni; la prima è che, anche se ci è stato dato il libero arbitrio, la vita di ognuno è stata già scritta; la seconda che, per far sì che le cose vadano nel modo stabilito, direttamente o indirettamente, tramite coincidenze o persone di qualsiasi tipo, interviene la Divina Provvidenza; infine la terza, ovvero che per qualsiasi cosa si ottenga o qualsiasi errore si commetta, c’è sempre un prezzo da pagare.
RECENSIONI












ALTRE RECENSIONI
A cura di Marco Tarascio
“Eccoci arrivati al terzo e conclusivo capitolo della trilogia “ Storia di Antonio della Portella”. L’autore, Annibale Falato, con i due precedenti libri, coinvolge totalmente il lettore con grande abilità narrativa, raccontando dettagliatamente la vita del protagonista Antonio in tutte le sue vicissitudini. Adottato inizialmente da una famiglia per poi proseguire la sua adolescenza movimentata da infinite avventure, quasi da considerarla un’Odissea, portandolo a crescere prematuramente tra un alternarsi di delusioni, paure, dolori e momenti disperati ma anche qualche attimo di gioia, incontrando sul suo percorso personaggi che, a sue spese, gli insegneranno che la vita è un’eterna lotta tra il bene ed il male, talvolta senza tregua e tutto questo ad un ritmo incalzante ed intenso, con numerosi colpi di scena che portano il lettore a non “staccarsi” mai dalle pagine poiché, coinvolto completamente, ha il desiderio e la curiosità di vedere cosa accadrà successivamente in ogni paragrafo. In queste continue peripezie del protagonista, si evince che nonostante si nasca liberi, le persone, il momento storico in cui si vive e gli eventi, fanno si che tutti dipendiamo da un destino inesorabilmente già scritto per cui ognuno di noi, qualsiasi strada scelga, dovrà pagarne le conseguenze nel bene o nel male ma alla fine ci rendiamo conto che siamo tutti sotto un Ente Supremo, consapevoli o non, dobbiamo sempre sperare nella provvidenza di Dio.
A cura di Michele D'Errico
Arrivato verso la fine di questo splendido romanzo di Annibale Falato, “Antonio della Portella, parte terza”, quando mi sono accorto che mancavano 20 , 30 pagine e tutto stava per concludersi , ho alzato gli occhi dalla pagina e mi sono fermato un minuto. Ho preso atto che , da lì a un oretta , la intricata vicenda di Antonio che mi aveva avvinto e coinvolto nei giorni precedenti, durante la lettura , e a cui tornavano i miei pensieri anche nelle pause fra una immersione e l’altra nelle pagine del libro, avrebbe avuto fine. Con la conseguente sensazione che poi mi sarebbe mancato il poter seguire le strabilianti vicissitudini del Nostro, a cui , alla fine del libro, ma soprattutto dopo la lettura della intera trilogia, si finisce per volere sinceramente bene.
E così ho rallentato la lettura, e mi sono accorto che anche l’Autore , nelle ultime pagine, ha sapientemente rallentato il ritmo , per portarci serenamente all’unico epilogo possibile. Una sintesi di tutte le avventure di Antonio e’ impossibile da fare. Figlio di un Emigrato in Germania , subirà tutte le conseguenze per essere stato poi adottato da un ex gerarca nazista. Inevitabile la fuga in Sudamerica , e da lì peripezie incredibili . Legatissimo al fratello minore Erik , che tenterà di proteggere per tutta la vita, dopo una adolescenza a dir poco movimentata, diventerà da adulto medico e sarà costretto , proprio per essere discendente, anche se adottivo, di un ex SS , a spostarsi in vari Paesi in tutto il mondo, paladino del Bene nella lotta contro il Male. Un romanzo avvincente , un ritmo incalzante che coinvolge il lettore con colpi di scena degni dei migliori thriller. Ma anche un romanzo storico. L’autore inserisce ogni mossa di Antonio in un contesto di realtà descritte con precisione chirurgica. Insomma un libro che , con una prosa leggera e scorrevole , oltre a regalarci brividi e sorprese , ci offre tanti spunti di riflessione sulla nostra storia recente, sui poteri occulti che dominano il mondo, su come un Uomo onesto ma anche concreto possa e debba affrontare gli ostacoli e le opportunità che la Vita gli offre.
A cura di Sandro Tacinelli
Spesso, leggendo un romanzo, arrivati all’ultima pagina ci accorgiamo che ci manca qualcosa, che vorremmo una trama senza la parola “fine”. Accade anche per “Antonio della Portella – III^ parte” di Annibale Falato.
A un guardiese, ma anche a un semplice appassionato di storie più o meno intriganti, le avventure di Antonio Sebastianelli non possono che piacere e incuriosire. Quelle vicende, infatti, non sono legate solo al personaggio. Sarebbe riduttivo. Quelle circostanze ci riguardano perché pur non essendo uguali (per carità!) somigliano a tanti momenti che, soprattutto per i guardiesi che hanno lasciato il proprio paese, possono aver vissuto.
Antonio, in effetti, rappresenta la guardiesità a tutto tondo. Quella fatta di amore e di contraddizioni, di dolore e gioia, di radici, di quel senso della famiglia che pone l’affetto e la fratellanza al di sopra di qualsiasi situazione, di religione che per noi merita sempre qualche valutazione un tantino…anomala. Aspetti fondamentali che Antonio evidenza con una autenticità straordinaria, con Annibale Falato abile nel tratteggiarla in maniera accattivante e rendere il lettore a sua volta interprete di ogni evento.
Ecco perché è un libro da leggere, per subentrare nel personaggio, per emozionarsi con lui, commuoversi, vivere le tante realtà e i numerosi colpi di scena che, si badi, concernono anche intrighi internazionali dalle diverse sfaccettature e non privi di cinismo e tradimenti.
Una vita, quella di Antonio, intensa, spericolata, mai doma, di certo già scritta e con “un prezzo da pagare”, ma proprio per questo ancora più stuzzicante.
Poi, per i meno giovani come me, anche i ricordi mai dimenticati delle attività formidabili di quegli anni. Che non ritorneranno ma che sono stati vissuti con poche risorse e tantissimi sogni, con il valore aggiunto di un apprezzabile entusiasmo legato alle dinamiche del tempo.
Già, il tempo. Fattore vitale e utile per unfinale passaggiodi testimone fra Antonio Sebastianelli e il piccolo omonimo. Un avvenimento imprevisto. L’ennesimo colpo di scena.
Com’è ovvio, i due hanno età diverse, visioni diverse. Eppure dialogano un po’ pur senza conoscersi e, mentre si parlano, ognuno guarda qualcosa nel vuoto. Il protagonista verso un passato fatto di nostalgia e rimpianti, il piccolo a un futuro all’insegna della curiosità e della speranza.

















